{"id":255422,"date":"2021-05-19T09:15:36","date_gmt":"2021-05-19T09:15:36","guid":{"rendered":"https:\/\/hello.uniurb.it\/logli\/?page_id=255422"},"modified":"2021-05-19T17:04:52","modified_gmt":"2021-05-19T17:04:52","slug":"logli-e-urbino","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/hello.uniurb.it\/logli\/logli-e-urbino\/","title":{"rendered":"Logli e Urbino"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; fullwidth=&#8221;on&#8221; _builder_version=&#8221;4.9.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; background_enable_color=&#8221;off&#8221; background_image=&#8221;https:\/\/hello.uniurb.it\/logli\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/logli-bonaventura-cover-4.jpg&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; title_text=&#8221;logli-bonaventura-cover-4&#8243; sticky_enabled=&#8221;0&#8243;][et_pb_fullwidth_image src=&#8221;https:\/\/hello.uniurb.it\/logli\/wp-content\/uploads\/2021\/04\/hello-uniurb-logli-70-5.png&#8221; title_text=&#8221;hello-uniurb-logli-70-5&#8243; _builder_version=&#8221;4.9.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; width=&#8221;15%&#8221; width_tablet=&#8221;20%&#8221; width_phone=&#8221;35%&#8221; width_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; max_width_tablet=&#8221;&#8221; max_width_phone=&#8221;90%&#8221; max_width_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; module_alignment=&#8221;center&#8221; custom_margin=&#8221;0px|0px|0px|0px|false|false&#8221; custom_margin_tablet=&#8221;&#8221; custom_margin_phone=&#8221;&#8221; custom_margin_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; custom_padding=&#8221;40px||40px||false|false&#8221; custom_padding_tablet=&#8221;0px||0px||true|false&#8221; custom_padding_phone=&#8221;0px|0px|0px|0px|false|false&#8221; custom_padding_last_edited=&#8221;on|phone&#8221;][\/et_pb_fullwidth_image][\/et_pb_section][et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; disabled_on=&#8221;off|off|off&#8221; _builder_version=&#8221;4.9.3&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; background_color=&#8221;#000000&#8243;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.9.3&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; custom_padding=&#8221;||0px|||&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.9.3&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.9.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; background_layout=&#8221;dark&#8221;]<\/p>\n<h1>Logli e Urbino<\/h1>\n<h3> di Giorgio Nonni<\/h3>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.9.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.9.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.9.4&#8243; _module_preset=&#8221;default&#8221; background_layout=&#8221;dark&#8221;]<\/p>\n<p>Nel gioco quadrangolare di luci e ombre che si allungano dalle alture di Palazzo Bonaventura sino a quell\u2019ampio spazio prospettico in cui ha trovato origine il modello rinascimentale, si consuma l\u2019esistenza di Mario Logli, novello <em>artifex<\/em> che in quella Piazza, dedicata a Federico di Montefeltro, ha trascorso l\u2019infanzia, formandosi nelle adiacenti aule ducali, assorbendone le atmosfere e costruendo quelle vedute trasognate di una Urbino celata tra le vallate e le forre indorate dal primo sole e da bianche e soffici nebbie, come di un mare irreale, da miracolo o da pittura protorinascimentale.<\/p>\n<p>Sono queste le suggestioni che emanano dalle creazioni artistiche di un vero e proprio <em>genius loci<\/em>, un autentico interprete di una terra dalle grandi armonie e consonanze geografiche e spirituali &#8211; come scriveva Paolo Volponi &#8211;<span>\u00a0 <\/span>perch\u00e9 di sicuro proprio in una di quelle mattine sopra descritte si era originato il disegno di Urbino, il progetto di una Citt\u00e0 Ideale posta all\u2019incrocio degli elementi intrinseci e razionali di un territorio, misurata e costruita nel rapporto perfetto tra spazio, edifici, materiali, funzioni, societ\u00e0 e animata da una cultura unitaria, secondo i princ\u00ecpi della scienza nuova, colti nell\u2019aritmetica, nell\u2019astronomia, nella geometria, nella fisica e nella pittura.<\/p>\n<p>La genesi del legame che Logli contrae con la Urbino del mito affonda negli anni dell\u2019adolescenza, se non addirittura in quel momento primigenio della formazione della sua anima, anche se viene prepotentemente alla luce e si sostanzia nel pieno della maturit\u00e0 artistica. Il rapporto del <em>faber<\/em> con la silente natura pierfrancescana, che avvolge l\u2019imponente costruzione federiciana, \u00e8 dunque frutto di una percezione istintiva e cogente.<\/p>\n<p>In origine &#8211; soprattutto in quello snodo temporale che coincide con la fuga dalle radici &#8211; l\u2019artista viene indotto alla ideazione di paesaggi di rigorosa levit\u00e0 ed alla edificazione di una citt\u00e0 dello spessore di un sogno, immagini che raccontano un concetto di compostezza e di armonia, che rappresenta l\u2019eredit\u00e0 di uno dei momenti pi\u00f9 alti dello spirito umano.\u00a0\u00a0<\/p>\n<p>Ed \u00e8 a Milano, a met\u00e0 degli anni Cinquanta, che Logli viene a contatto con il tessuto vivo dell\u2019arte contemporanea e con una realt\u00e0 culturale in fermento. E, come a volte accade, una circostanza fortunata contribu\u00ec a fargli mutare<span>\u00a0 <\/span>prospettiva. Fu un quadro di quegli anni a colpirlo in maniera quasi ossessiva: lo sentiva vicino alle sue corde, come se si fosse aperta una finestra su un mondo fantastico. Era il <em>Castello dei Pirenei<\/em> di Ren\u00e9 Magritte, un enorme sasso sospeso in un cielo di cristallo. Su quella pietra, Logli vide volare per la prima volta la \u201csua\u201d Urbino surreale!<\/p>\n<p>Ecco, si stava realizzando il profetico suggerimento che Pier Paolo Pasolini aveva rivolto a quel giovane artista che era partito da Urbino con i sogni nella valigia. Era il 1955 e Logli aveva disegnato la copertina di <em>Ragazzi di vita<\/em>, il capolavoro dello scrittore romano, che gli aveva suggerito, premuroso: \u201c<em>Fai in modo che questa citt\u00e0 non ti cambi!<\/em>\u201d. Una esortazione, forse, a non recidere il vincolo con le radici. Lungi dall\u2019essere risolto, il rapporto di Logli con Urbino diventa allora dialettico, si fa conflittuale: l\u2019artista reclama attenzione per un luogo che sembra modificarsi in direzione di una imminente rovina, paradigma di un mondo che galleggia su un immenso vuoto, sospeso nella voragine degli Inferi, in una vertigine quasi profetica che pare inghiottire la storia stessa della nostra civilt\u00e0. E, come muti testimoni, assistono alla catastrofe dell\u2019Universo gli Invasori, eredi di una vita avvelenata dai fitofarmaci e dai rifiuti ambientali di una civilt\u00e0 che tutto consuma.<\/p>\n<p>Negli anni, la lezione di Volponi si fa ancor pi\u00f9 feconda, e Logli traduce in \u201caltro\u201d linguaggio le ansie, le utopie e le lucide analisi di uno dei pi\u00f9 grandi intellettuali della nostra epoca, che nei suoi scritti aveva avuto occasione di esaltare anche quello spirito visionario che animava gli abitanti di quella privilegiata porzione della Terra di Marca.<\/p>\n<p>Se \u00e8 pur vero che l\u2019esperienza metropolitana ne aveva affinato le doti artistiche, \u00e8 qui, tra quei crinali appenninici punteggiati di torri e di ville gentilizie, tra erbosi declivi e ariosi pianori, al sommo di convalli pettinate a maggese, che si consuma il <em>n\u00f3stos<\/em>, il ritorno di Logli alla sua Itaca, un luogo ove si tramandano storie e leggende e si accumulano suoni, voci, colori, aromi e silenzi antichi, in un percorso dell\u2019anima che costituisce un approdo obbligato per chi voglia conoscere una dimensione della civilt\u00e0 dello spirito.<\/p>\n<p>Ora, in quest\u2019aria cristallina di primavera, in cui si stempera la tinta rosa dei mattoni che identificano uno spazio urbano continuo e unificato col paesaggio circostante, con le due torri alzate come insegne sul paesaggio, Logli ha idealmente scalato il colle della sua et\u00e0 primigenia &#8211; quel Poggio, antica residenza dei Conti di Montefeltro e punto di congiungimento ideale tra Citt\u00e0 e Universit\u00e0 &#8211; che accoglie una parte significativa della sua raffinata produzione pittorica.<\/p>\n<p>Opere di un <em>academic ambassador<\/em> d\u2019eccezione, che ben si adattano a una Sede che rappresenta un centro di vita efficiente e moderno, in cui la luce, la sobriet\u00e0 e l\u2019armonia compositiva rappresentano la sintesi di un riferimento culturale del passato, il disegno realizzativo del presente e l\u2019idea di un futuro ancora da esplorare. Una vera architettura senza tempo!<\/p>\n<p>Ed \u00e8 in questo luogo simbolico che l\u2019Universit\u00e0 \u00e8 riuscita a saldare il suo debito con la storia, <span>\u00a0<\/span>allestendo una <em>Wunderkammer<\/em> che non vuole rappresentare uno spazio di musealizzazione, ma un dialogo serrato con uno degli artisti pi\u00f9 rappresentativi della nostra Terra, testimone di quel concetto di Bellezza che affiora nei grandi interpreti rinascimentali e che secondo <span>Dostoevskij<\/span> sar\u00e0 in grado di salvare il mondo. Un luogo che coniuga la tradizione con il progredire, <span>\u00a0<\/span>sotto lo sguardo di un emblematico Papa Clemente XI, il cui busto \u00e8 posto all\u2019incrocio di due quinte teatrali che si distendono idealmente sin sulla Piazza delimitata dalle ali del Palazzo e dalle linee neoclassiche della Cattedrale.<\/p>\n<p>Si potenzia cos\u00ec quel dialogo sommesso &#8211; e mai antagonista &#8211; tra tessuto urbano edificato, che aderisce alle pieghe della campagna, ed interni abitati dai paesaggi naturali di Logli che si fanno spazio pubblico e culturale, e che testimoniano come immutabili rimangano ancora oggi <em>le chiare fiumane e i cieli schietti di Piero<\/em>, che galleggiano su quelle plaghe accarezzate dagli insediamenti collinari che si intravedono in trasparenza. Perch\u00e9 qui, come scriveva Carlo Bo, l\u2019anima si smarrisce<span>\u00a0 <\/span>nella luce e naufraga nello spazio.<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Logli e Urbino di Giorgio NonniNel gioco quadrangolare di luci e ombre che si allungano dalle alture di Palazzo Bonaventura sino a quell\u2019ampio spazio prospettico in cui ha trovato origine il modello rinascimentale, si consuma l\u2019esistenza di Mario Logli, novello artifex che in quella Piazza, dedicata a Federico di Montefeltro, ha trascorso l\u2019infanzia, formandosi nelle [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":0,"menu_order":10,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":""},"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v20.12 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>Logli e Urbino - 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